Riparazione denti rotti? Ecco quando e perché ricorrere agli impianti dentali

Riparazione denti rotti? Ecco quando e perché ricorrere agli impianti dentali

Riparazione denti rotti? Ecco quando e perché ricorrere agli impianti dentali 1920 1080 Studio Odontoiatrico Dentista a Roma

Rompere un dente può accadere in qualsiasi momento e ci sono poche situazioni in cui questo è prevedibile. Anche se è piuttosto comune danneggiare un dente a seguito di una caduta o un incidente, la causa più comune di frattura dentale è ancora la carie. Il dente viene scavato dai piccoli batteri che distruggono smalto, dentina e polpa dentale, fino a formare una cavità. Quando è sottoposto alla pressione della masticazione, è facile che possa rompersi.

Un dente rotto deve essere monitorato da un dentista per valutare se possano esserci ripercussioni non visibili a occhio nudo. Esistono diversi tipi di fratture, che possono influenzare la dentina, fino a raggiungere la polpa che è, il nervo del dente.

Nel caso in cui lo shock abbia gravemente danneggiato il dente, rendendolo praticamente irrecuperabile, l’unica strada da percorrere è il posizionamento di un impianto dentale, con la rimozione del dente danneggiato e il posizionamento di una vite in titanio sulla quale viene fissata una protesi dentale.

Se hai un dente rotto e temi che possa essere danneggiato in profondità, questo articolo ti spiegherà come risolverlo ricorrendo agli impianti dentali.

Denti rotti: quali sono le cause più comuni?

La frattura di un dente può essere la conseguenza:

  • di un trauma della mascella a seguito di una caduta, un colpo;
  • della masticazione di cibo duro;
  • di una carie non trattata, perché lo smalto dei denti alla fine si sbriciola e porta a una frattura parziale del dente;
  • della fragilità dentale, soprattutto di un dente devitalizzato. Un dente devitalizzato rotto è un fenomeno comune se non vengono prese tutte le precauzioni necessarie, come ad esempio il posizionamento di una capsula;
  • del digrignamento ripetitivo dei denti o serramento involontario della mascella (bruxismo);
  • dell’invecchiamento naturale dei denti che aumenta anche il rischio di screpolature o fratture di un dente.

Dente rotto in profondità: quando è necessario ricorrere agli impianti?

Quando un dente è danneggiato a livello superficiale si può ricorrere alle faccette dentali, che ripristinano l’estetica e la funzionalità del dente naturale. Se la frattura raggiunge la polpa dentale, ma la radice del dente non è fratturata, il dente deve essere devitalizzato, ricostituito con una resina composita e deve essere posata una corona in ceramica del colore del dente.

E se, invece, la frattura ha raggiunto la radice del dente? In questi casi il dente non è conservabile e deve essere estratto, quindi sostituito con una soluzione protesica. Se alcuni problemi sono visibili ad occhio nudo, solo una radiografia rileverà alterazioni più profonde, lesioni nascoste nella radice o nella polpa dentale e procederà con l’appropriato trattamento endodontico.

Quando la frattura è estesa è inevitabile ricorrere agli impianti dentali. Nei casi in cui il dente è rotto in verticale e presenta una frattura che intacca la polpa dentale, se non addirittura la radice del dente, si dovrà intervenire con la rimozione del dente e successivamente optare per la sostituzione del dente naturale con un impianto dentale.

In cosa consiste l’impianto dentale?

L’impianto dentale sostituisce un dente naturale mancante attraverso il posizionamento di una vite sormontata da una protesi. La vite, che è l’impianto vero e proprio, è realizzata in titanio, un materiale che assicura la massima biocompatibilità, azzerando del tutto il rischio di rigetto. La vita è sormontata dall’abutment o moncone, su cui viene fissata la protesi in ceramica.

Dopo il posizionamento degli impianti, sono necessarie alcune settimane affinché si porti a compimento il processo di osteointegrazione. Durante questo periodo, l’impianto in titanio viene ad integrarsi con l’osso per consentire un ancoraggio solido. Poiché il titanio negli impianti si fonde con la mascella, gli impianti non scivolano, non fanno rumore o causano danni alle ossa come potrebbero fare ponti o protesi fisse.

La chirurgia implantare dentale può offrire un’alternativa molto valida alle protesi o ai ponti che non si fissano bene, e può offrire un’opzione quando la mancanza di radici di denti naturali non consente la creazione di protesi o la sostituzione dei denti rotti con ponti.

Gli impianti dentali di solito possono essere adatti a te se:

  • Hai uno o più denti mancanti;
  • Hai una mascella che ha raggiunto la sua piena crescita;
  • Hai ossa adeguate per poter posizionare un impianto o puoi ricevere un innesto osseo;
  • Hai tessuti orali sani;
  • Non hai malattie che influenzeranno la guarigione ossea;
  • Non puoi o non vuoi ricorrere ai ponti;
  • Sei disposto ad affrontare un processo di guarigione di diversi mesi.

Poiché gli impianti dentali richiedono una o più procedure chirurgiche, è necessario sottoporsi a una valutazione odontoiatrica approfondita per prepararsi all’operazione e al piano di trattamento.

Come viene posizionato un impianto dentale per sostituire un dente rotto?

Tipicamente, la chirurgia implantare dentale è un intervento chirurgico ambulatoriale eseguito in fasi, e che può richiedere molti mesi nell’attesa che l’impianto si fonda alla perfezione con la mascella.

Una volta estratto il dente rotto e attuata la visita diagnostica con la pianificazione del trattamento, si passa al posizionamento dell’impianto, che prevede diverse fasi.

Il processo di posizionamento di un impianto dentale comporta più passaggi, tra cui:

  • L’estrazione del dente rotto;
  • Il posizionamento dell’impianto dentale;
  • L’eventuale innesto osseo nella mascella;
  • La crescita ossea e la guarigione;
  • Il posizionamento del moncone;
  • Il posizionamento del dente artificiale.

A seconda della situazione, della procedura specifica eseguita o dei materiali utilizzati, a volte è possibile combinare determinati passaggi.

Posizionamento dell’impianto dentale

Durante l’intervento chirurgico per posizionare l’impianto dentale, il dentista effettua un taglio per aprire le gengive e forare l’osso con estrema precisione nel punto desiderato.

Questa fase è necessaria per creare la cavità dove andrà ad inserirsi la vite metallica dell’impianto dentale. L’intervento avviene sotto anestesia locale oppure, se il paziente lo richiede, mediante l’utilizzo di sedazione cosciente.

A questo punto, bisogna attendere la guarigione dell’osso per poter passare al posizionamento della protesi definitiva ma, in alcuni casi, è possibile posizionare una protesi parziale, da rimuovere durante lo spazzolamento e quando si dorme.

Innesto osseo

Se l’osso della mascella non è abbastanza spesso per accogliere un impianto dentale, potrebbe essere necessario ricorrere all’innesto osseo. Questo perché la potente azione masticatoria svolta dalla bocca esercita una grande pressione sull’osso e, se non può supportare l’impianto, l’intervento rischia di fallire. Un innesto osseo può creare una base più solida per l’impianto.

Esistono diversi materiali per poter realizzare un innesto osseo e rafforzare la mascella. Le opzioni possono includere l’innesto osseo autologo, cioè prelevato dallo stesso paziente, o un innesto osseo sintetico, come un materiale sostitutivo osseo in grado di fornire strutture di supporto per lo sviluppo di nuovo osso.

In alcuni casi, potrebbe essere necessario solo un innesto osseo minore, che può essere eseguito contemporaneamente all’intervento chirurgico di impianto. Lo stato della mascella determinerà come procedere.

Osteointegrazione

Una volta che la vite metallica dell’impianto viene posizionata nella mascella, inizia l’osteointegrazione. Durante questa fase, la mascella cresce e si salda alla superficie dell’impianto dentale.

Questo processo aiuta a fornire una solida base per il nuovo dente artificiale, proprio come fanno le radici dei denti naturali. Potrebbero essere necessari diversi mesi affinché l’osso trapiantato possa svilupparsi per supportare un impianto dentale.

Posizionamento del moncone

Quando l’osteointegrazione è completa, potrebbe essere necessario un ulteriore intervento chirurgico per posizionare il moncone o abutment, la base su cui viene fissata la protesi. Questo intervento chirurgico minore viene solitamente eseguito in anestesia locale in un ambiente ambulatoriale.

Il chirurgo orale apre nuovamente la gengiva per esporre l’impianto dentale e fissare il moncone all’impianto. L’abutment resta a vista in attesa della guarigione. Tuttavia, in alcuni casi, il moncone viene già fissato direttamente all’impianto, evitando un ulteriore intervento chirurgico.

Posizionamento della protesi

Una volta che l’impianto è ben saldato all’osso circostante, ha inizio il posizionamento della protesi. Dapprima vengono rilevate le impronte dentali, necessarie per la realizzazione delle protesi al laboratorio odontotecnico, che così avrà in possesso tutti i parametri sui quali verrà realizzato il nuovo dente artificiale.

Il dente artificiale, realizzato in ceramica o zirconia, è in grado di riprodurre alla perfezione l’aspetto e la funzione di un dente naturale. La protesi definitiva viene quindi provata sul paziente e, se non è necessario apportare modifiche estetiche o funzionali, è pronta per essere fissata.

Impianto dentale per riparare un dente rotto: quali sono i rischi?

Come ogni intervento chirurgico, la chirurgia implantare dentale presenta alcuni rischi per la salute. I problemi, se si verificano, di solito sono minori e facilmente trattabili. I rischi includono:

  • Infezione nel sito dell’impianto;
  • Lesioni o danni alle strutture circostanti, come altri denti o vasi sanguigni;
  • Lesioni nervose, che possono causare dolore, intorpidimento o formicolio ai denti naturali, gengive, labbra o mento;
  • Problemi sinusali, quando gli impianti dentali posizionati nella mascella superiore sporgono attraverso una delle cavità del seno.

La maggior parte degli impianti dentali non prevede complicazioni. Tuttavia, in alcuni casi, le ossa non riescono a fondersi abbastanza con l’impianto metallico. Ad esempio, il fumo può ostacolare il processo di guarigione. Se l’osso non si fonde sufficientemente, l’impianto deve essere rimosso, l’osso deve essere pulito e in circa tre mesi la procedura può essere tentata di nuovo.

Puoi aiutare i tuoi impianti dentali a durare più a lungo adottando dei semplici accorgimenti:

  • Pratica un’eccellente igiene orale. Gli impianti dentali hanno bisogno delle stesse attenzioni richieste per i denti naturali.
  • Evita le abitudini dannose. Non masticare elementi duri, come ghiaccio o caramelle dure, ed evita prodotti con caffeina o tabacco che possono macchiare i denti. Ricorri ad un bite se digrigni i denti.
  • Visita il tuo dentista regolarmente. Pianifica i controlli dentali per garantire la salute e il corretto funzionamento dei tuoi impianti e segui i consigli per eseguire pulizie professionali.

Ora che conosci nel dettaglio i vantaggi dell’impianto dentale per i denti rotti, speriamo davvero che ti senta più sereno nei confronti del trattamento di implantologia che devi affrontare. Se hai ancora alcuni dubbi o domande da rivolgerci, non esitare a contattarci. I professionisti del nostro studio si occupano da anni di implantologia e sono pronti a risponderti e a permetterti di ritrovare il sorriso in sicurezza!

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