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Rigenerazione ossea guidata (GBR)

La rigenerazione ossea guidata è una tecnica chirurgica attraverso la quale è possibile aumentare i volumi delle strutture ossee sia in senso verticale che in senso orizzontale.

Grazie ad essa si sono aperti nuovi orizzonti per l’implantologia odontoiatrica come pure per altri campi della chirurgia orale, laddove risulti necessario un incremento osseo.

Tale procedura, volta a promuovere la formazione di nuovo osso, trova infatti particolare indicazione nei casi di atrofia delle creste ossee residue dovuta all’estrazione di elementi dentari o ad edentulia (perdita o mancanza di denti), ed viene effettuata anche al fine di poter inserire impianti dentali in situazioni di insufficienza ossea, consentendo così una riabilitazione protesica stabile e funzionale nel tempo, senza rinunciare all’estetica.

Per rendere possibile un inserimento implantare è infatti sempre importante conoscere e valutare a priori la quantità e qualità ossea disponibile, in quanto capita spesso che l’osseo alveolare sia talmente ridotto, in termini di altezza e larghezza, da impedirne la collocazione.

In questi casi per poter procedere all’inserimento di un impianto occorre prima di tutto incrementare  il volume dell’osseo alveolare, e tale operazione può essere effettuata sia contemporaneamente all’intervento implantare (rigenerazione ossea perimplantare) sia prima dello stesso (rigenerazione ossea preimplantare).

La rigenerazione ossea guidata si avvale dell’utilizzo di dispositivi barriera (membrane) sia riassorbibili che non riassorbibili (a seconda delle esigenze cliniche) di diversa natura, il cui compito è creare e mantenere sotto di essa uno spazio di rigenerazione protetto entro il quale l’innesto creato godrà di una concentrazione locale di fattori di crescita ossea fino al completamento della stessa (le tecniche rigenerative necessitano di un tempo di guarigione che varia dai 6 agli 8 mesi).

Il materiale che ancor oggi rappresenta il Gold Standard per questo tipo di ricostruzioni è l’osso autologo (cioè del paziente stesso), che può essere prelevato a seconda dell’entità e della sede del difetto da riparare o dal cavo orale (nel caso di modeste quantità), oppure dalla dalla cresta iliaca (nel caso di quantità maggiori).

Un’alternativa al prelievo dell’osso autologo del paziente può essere costituita da osso eterologo (osso animale opportunamente deproteinizzato o osso di sintesi), che ha il vantaggio non trascurabile di una minore invasività della tecnica chirurgica.

Nello studio odontoiatrico del dottor Villani la tecnica rigenerativa di innesto osseo viene impiegata anche a scopi preventivi (mediante la procedura “SOCKET PRESERVATION”), al fine di riempire il vuoto lasciato dalle radici dei denti a seguito di estrazioni dentali evitando così una perdita dell’osso.

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