Estrazioni dentali e Socket Preservation

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Estrazioni dentali e Socket Preservation

Estrazioni dentali e Socket Preservation 1920 1080 Studio Odontoiatrico Dentista a Roma

La perdita di un elemento dentario, sia essa traumatica oppure estrattiva, porta con sé notevoli modifiche nell’anatomia orale.
La mancanza di un dente comporta infatti un progressivo riassorbimento dell’osso dove prima alloggiava la radice del dente stesso, con una conseguente atrofia delle ossa mascellari che, nei casi più gravi (perdita di numerosi elementi), può giungere a modificare la stessa fisionomia della persona che ne viene colpita.

È in tale contesto che nasce la tecnica chirurgica di preservazione dell’alveolo post-estrattivo (una particolare procedura di rigenerazione ossea guidata più nota con il termine inglese di “socket preservation”), che messa in atto a seguito di un’estrazione dentale ha lo scopo di prevenire e limitare al massimo il riassorbimento dell’osso alveolare, lasciando così anche aperta la strada per un futuro ripristino protesico degli elementi dentari persi.

Il ricorso a impianti dentali richiede infatti condizioni ossee ottimali per garantire la stabilità della stessa protesi, ma anche, per finalità estetiche, un totale rispetto della morfologia dei tessuti molli gengivali, a sua volta dipendente dalla morfologia dell’osso sottostante: una zona edentula sottile e slivellata renderebbe infatti l’esecuzione di una protesi su impianto alquanto insoddisfacente a livello estetico.

Riassorbimento dell osso mascellare

L’osso mascellare si compone di una porzione basale e di una porzione alveolare, ovvero quella che circonda direttamente la radice del dente: è quest’ultima, e specie la zona esterna detta “vestibolare”, quella che subisce un maggior riassorbimento, stimabile nel giro di un anno fino al 30%.
Il riassorbimento avviene dunque sia in termini verticali (altezza) che orizzontali, ma è proprio la riduzione dello spessore a preoccupare maggiormente gli odontoiatri.
Posizionare un impianto in una zona che è andata incontro ad un riassorbimento post estrattivo può infatti essere molto difficile se si vogliono ottenere buoni risultati sia in termini funzionali che estetici.

Tecnica della “socket preservation” dopo le estrazioni dentali

Esistono studi molto ben condotti che dimostrano le capacità della “socket preservation” di ottenere (anche grazie allo sviluppo di materiali da innesto estremamente sofisticati) il risultato che si prefigge, ovvero ridurre il riassorbimento osseo post-estrattivo.
La tecnica di preservazione dell’alveolo post estrattivo si differenzia a seconda dei casi, ma prevede alcune procedure sempre comuni.
Prima di tutto si esegue l’estrazione del dente compromesso, che deve avvenire con estrema cautela in quanto lo stesso insulto chirurgico potrebbe avere conseguenze dirette sul riassorbimento osseo; si procede in seguito alla toiletta chirurgica di tutti i tessuti infiammatori eventualmente presenti nell’alveolo disabitato, per rimuovere ogni possibile complicanza post-estrattiva. Infine, si valuta clinicamente l’integrità della parete vestibolare dell’alveolo, e nel caso questa venga meno si procede, tramite il sollevamento di un lembo, all’inserimento di una membrana riassorbibile tra periosto ed osso alveolare e successivo innesto.

Tale membrana altro non è che un dispositivo “barriera”, il cui compito è appunto quello di creare e mantenere, al di sotto di essa, uno spazio di rigenerazione protetto per una concentrazione locale dei fattori di crescita ossea, ovvero una barriera biologica a lento riassorbimento fra le cellule che andranno a promuovere la formazione di nuovo osso e quelle che andranno invece a riparare i tessuti gengivali.
All’interno della cavità alveolare viene quindi posizionato un riempitivo osteopromotore biologicamente attivo, una matrice atta a facilitarne il riempimento mantenendo il suo spessore durante il periodo di guarigione. Il tutto viene in ultimo suturato al fine di stabilizzare i materiali.

Socket preservation e Implantologia dentale

Ormai da diversi decenni l’implantologia ha rivoluzionato l’approccio terapeutico alla perdita di un elemento dentario grazie alla possibilità di sostituire l’elemento perso con una protesi su impianto, secondo una terapia predicibile e importanti evidenze in termini di percentuali di successo.

Di pari passo, è cresciuta e continua a progredire la consapevolezza sui processi biologici che interessano il sito chirurgico e, parallelamente, su quelli di guarigione dell’alveolo post-estrattivo: un processo fisiologico governato da una precisa sequenza biologica che oggi si riesce finalmente a fronteggiare.

Ampliando la visuale, la socket preservation altro non è infatti che una procedura parte di un insieme più ampio di strategie terapeutiche atte a mantenere l’envelope dei tessuti (duri e molli) esistente e mantenere dei volumi ossei ottimali, non solo a fini estetici ma per semplificare le successive procedure e, in particolare, quella della riabilitazione implantare.

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