Invia un messaggio allo Studio
Invia un messaggio!

Parodontologia Roma: i Test per la diagnosi della Piorrea

Per giungere ad una corretta diagnosi di parodontite (anche detta “piorrea”) la raccolta di dati derivanti da anamnesi del paziente ed esami obiettivi non sempre si rivela sufficiente. Oltre che ad esami radiografici, è possibile per questo ricorrere a specifici test di laboratorio, i quali permettono di individuare le cause microbiologiche e genetiche (e dunque i fattori predisponenti) utili a formulare un piano terapeutico personalizzato adeguato al trattamento del singolo caso.

PARODONTOLOGIA: RICONOSCERE LA PIORREA

Esistono dei segnali che dovrebbero essere tenuti sotto controllo dal paziente quali possibili campanelli d’allarme per l’insorgere della malattia parodontale, ovvero:

  • sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento
  • recessione gengivale con conseguente scopertura dei colletti dentali
  • presenza di gonfiore sul margine gengivale
  • alito cattivo persistente
  • casi di parodontite in famiglia
  • acuta sensibilità dentinale soprattutto agli sbalzi termici
  • insorgere di ascessi
  • mobilità dei denti

Come sappiamo, possono ammalarsi di piorrea soprattutto coloro che non osservano una buona igiene orale, ma esistono alcuni fattori scatenanti o predisponenti alla malattia quale fumo, stress, gravidanza, diverse patologie quali il diabete e soprattutto la genetica.
Alcune persone soffrono infatti di parodontite sebbene eseguano un’igiene orale scrupolosa, e ciò può dipendere dal fatto che circa un terzo della popolazione eredita un gene che predispone alla malattia parodontale. Ma come scoprirlo?

PARODONTOLOGIA: L’ ANAMNESI PARODONTALE

Il primo passo per diagnosticare la piorrea è senza dubbio quello di verificare se il paziente possiede uno o più fattori predisponenti tra quelli sopracitati.
Prima di iniziare la visita parodontale vera e propria, ovvero procedere con la valutazione dello stato del parodonto, il dentista richiede così al paziente di rispondere ad alcune domande che possano permettere al medico stesso di delineare un quadro clinico dettagliato.

  • informazioni circa l’igiene orale domiciliare e professionale;
  • tabagismo;
  • consumo di alcool;
  • abitudini alimentari scorrette;
  • stile di vita (sedentarietà, stress, etc..);
  • assunzione di farmaci particolari;
  • presenza di malattie sistemiche (es. diabete o altre patologie ereditarie o acquisite che alterano le difese immunitarie come HIV o AIDS;
  • sbalzi ormonali in atto (come quelli che si verificano in fase di pubertà, gravidanza o menopausa);
  • casi di parodontite in famiglia

I dati raccolti in tale fase andranno poi a completare la “cartella parodontale”, consistente nella raccolta di una serie di indici parodontali quali:

  • PI-plaque index,
  • BOP-sanguinamento al sondaggio,
  • misurazioni delle tasche in 4-6 punti per ciascun dente,
  • misurazione della perdita di attacco clinico,
  • misurazione delle recessioni gengivali
  • la presenza o meno di forcazione esposta al livello dei molari
  • grado di mobilità
visita-dentistica-roma

PARODONTOLOGIA: LA VISITA PARODONTALE

Esame Obiettivo

La fase più importante per una corretta diagnosi di piorrea è sicuramente quella dell’ispezione diretta del parodonto, atta a valutare alterazioni di forma e colore della gengiva, delle mucose e delle strutture annesse; la presenza di placca batterica e di eventuali fattori ritentivi di placca (carie, restauri debordanti, malocclusioni ed affollamenti dentari, etc…); la mobilità dentale.
Qualora si riscontrasse mobilità dentale, è bene che venga operata una diagnosi differenziale, che tenga conto di altre possibili cause di mobilità quali traumi occlusali, riduzione dei tessuti di supporto dei denti o trattamenti ortodontici in atto.

Sondaggio Parodontale

Altrettanto fondamentale per valutare lo stato di salute dei tessuti parodontali in fase di visita è il cosiddetto “sondaggio parodontale”.
Esso viene operato attraverso l’inserimento di una sonda metallica millimetrata e con la punta arrotondata (detta “sonda parodontale”) tra dente e gengiva, imprimendo una leggera forza lungo tutto il bordo parodontale. Grazie a tale manovra è possibile rilevare la presenza e profondità di solchi gengivali e tasche parodontali, restauri incongrui, sanguinamento e presenza di tartaro subgengivale.

sondaggio-parodontale-piorrea-roma

PARODONTOLOGIA: GLI ESAMI RADIOGRAFICI

Ove sia necessario ottenere ulteriori informazioni indispensabili alla diagnosi e alla formulazione del piano di trattamento può essere eseguito un esame radiografico endorale periapicale.
Nel caso di fase avanzata della malattia parodontale, esso consente infatti al dentista di valutare con attenzione la situazione ossea attorno ai denti e di capire quanto la parodontite abbia danneggiato gli alveoli ove alloggiano le radici dentali.

PARODONTOLOGIA: GLI ESAMI DI LABORATORIO

Soprattutto nelle forme conclamate, quelle ad insorgenza precoce, ad evoluzione rapida o quelle associate a patologie sistemiche, può essere indicato anche il supplemento diagnostico di esami di laboratorio. Il loro impiego si rivela infatti utile ad ottenere ulteriori informazioni circa la personale predisposizione genetica del paziente alla patologia, oltre che per conoscere con precisione quali siano gli agenti infiammatori che la causano, così da poter modificare o perfezionare il trattamento in corso (sebbene possano essere utili anche in fase di prevenzione).
Grazie a tali test, infatti, non solo può emergere la predisposizione genetica alla malattia anche prima che essa si sviluppi, ma è possibile monitorare la presenza di patogeni ad essa associati conoscendone quantità e conformazione.

TEST DIAGNOSTICI NEL TRATTAMENTO DELLA PIORREA

Che cosa sono i test diagnostici per la piorrea?

Si tratta di una coppia di test, microbiologico e genetico, che possono eseguiti sul sia singolarmente che entrambe compiendo una ricerca “incrociata” sul DNA del paziente e su quello dei batteri presenti nei siti infetti.

Parodontite: quando ricorrere ai test diagnostici?

l Test parodontali sono indicati sia in prevenzione che in terapia.
Essi possono essere eseguiti infatti sia su pazienti asintomatici (con o senza una storia familiare ove sia presente un quadro patologico di parodontite) sia su pazienti con disturbi parodontali o affetti da ricorrenti infiammazioni gengivali, come pure sui candidati all’inserzione di impianti (per verificare la risposta immunitaria ed identificare i fattori che potrebbero inficiare il successo terapeutico).

Come si eseguono i test parodontali?

Per quanto riguarda il test microbiologico, con una tecnica semplice e del tutto indolore il dentista preleva mediante appositi conetti di carta assorbente il materiale contenuto nelle tasche parodontali del paziente, sottoponendolo poi a coltura.
Il test genetico viene eseguito invece con l’ausilio di un tampone cotonato o cytobrush, prelevando alcune cellule della mucosa buccale del paziente. Tale test potrebbe anche essere eseguito mediante prelievo venoso, analizzando il dna estratto dai linfociti di sangue periferico.

TRATTAMENTO DELLA PIORREA: L’ESAME MICROBIOLOGICO

Il test microbiologico parodontale fornisce dati qualitativi e quantitativi sulla concentrazione e tipologia di batteri parodonto-patogeni presenti nelle tasche parodontali.
Tale test può essere effettuato sia in prevenzione secondaria, per verificare l’insorgenza o il rischio della malattia in presenza di tasche parodontali (dove l’assenza di specie patogene indicherà uno stato di stabilità del sito), sia in terapia parodontale o in caso di rischio di perimplantite, per monitorare la quantità dei patogeni prima e dopo il trattamento.

batteri-piorrea

Il risultato permetterà all’odontoiatra di pianificare con maggiore cura il successivo trattamento parodontale a cui verrà sottoposto il paziente, e in alcune particolari situazioni cliniche potranno orientare la scelta di una terapia antimicrobica (le analisi colturali sono infatti gli unici esami microbiologici che permettono di effettuare un antibiogramma).

TRATTAMENTO DELLA PIORREA: IL TEST GENETICO DEL DNA

Il test genetico parodontale è un test che permette invece di conoscere la suscettibilità genetica del paziente ad ammalarsi di parodontite.

Tale test identifica infatti nel DNA del paziente 4 regioni variabili associate ad una sovrapproduzione del mediatore infiammatorio interleuchina 1, responsabile di un’eccessiva risposta flogistica a livello dell’osso alveolare con riassorbimento osseo (a causa di iperattività degli osteoclasti).

PIORREA E TEST DI LABORATORIO: QUALI SONO I VANTAGGI?

Rapidi e indolori, grazie ai test parodontali è possibile:

  • Conoscere la suscettibilità genetica alla parodontite;
  • Selezionare l’antibiotico più efficace per tenere sotto controllo la proliferazione batterica alla base della piorrea (grazie all’antibiogramma effettuato in fase di analisi colturale);
  • Studiare una terapia parodontale mirata e personalizzata, aumentandone le possibilità di successo sul medio e lungo periodo;
  • Ridurre le possibili ricadute durante il periodo di follow up successivo al trattamento;
  • Valutare il rischio di sviluppo di perimplantite e/o di insuccesso implantare in soggetti che devono sottoporsi a riabilitazione implanto-protesica.

Su questo sito utilizziamo i cookies per raccogliere utili informazioni circa il suo utilizzo e migliorare ogni giorno l'esperienza di navigazione dei nostri utenti. Per maggiori informazioni ti invitiamo a consultare l'informativa estesa nella pagina dedicata alla nostra Cookie Policy, dove potrai inoltre modificare o revocare il tuo consenso in qualsiasi momento. COOKIE POLICY

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi